Una nave fa naufragio, e i superstiti raggiungono una vicina isola. È inverno e fa freddissimo. Uno di loro accende un fuoco per scaldarsi. Ma serva altra legna per tenerlo acceso. Tutti però raccolgono la legna che rimane in giro e se la stringono al petto, nessuno vuole lasciare la propria! “Io non la brucio la mia legna per scaldare quel pezzente là che l’altro giorno mi ha disturbato in piscina, o per quell’altro infame là che si era preso l’ultima sdraio”. Ma così facendo il fuoco si spegne e tutti muoiono assiderati.
Altri superstiti hanno raggiunto un’altra isola. Accendono il fuoco e ciascuno si dà da fare per il bene degli altri, raccogliendo legna per alimentare la fiamma, non preoccupandosi di ciò che può essere successo durante la crociera. Il fuoco resta acceso, sopravvivono e vengono salvati.
La legna è la nostra disponibilità, la capacità, il tempo che possiamo dedicare agli altri. L’isola ghiacciata è la grande tribolazione. Il fuoco è l’amore che esiste nella congregazione. Cosa ce ne facciamo di tenere per noi ciò che invece potremmo condividere con altri, compresi quelli con cui abbiamo avuto dei contrasti? È responsabilità di tutti mantenere la congregazione un luogo caldo ed accogliente.