Lo spirito di sacrificio

La fame è una misura del desiderio, non del risultato. Uno può avere il massimo della fame, ma per qualche circostanza che lo limita può mangiare poco. Oppure due persone possono mangiare la stessa quantità di cibo, e alla fine del pasto uno è sazio e l’altro no. La quantità è oggettiva, è quella e basta. Ma la fame, quella dipende solo da come siamo fatti noi, solo noi sappiamo quando l’abbiamo saziata.

Lo spirito di sacrificio è la stessa cosa. Misura il desiderio di dare e di fare, non quello che effettivamente si fa o si dà. 50 ore di predicazione sono un dato oggettivo. Eppure possono essere una briciola per qualcuno e una enormità per qualcun altro. Geova apprezza il nostro desiderio di fare il massimo, piuttosto che pretendere una quantità uguale da tutti. Perché il nostro massimo soddisfa sempre la nostra fame di piacere a Geova, mentre una quantità prestabilita non significa nulla.